I quattro fattori che decidono tutto
1. La tua area donatrice
La nuca e i lati della testa ospitano capelli geneticamente resistenti alla calvizie: è il capitale che ogni trapianto spende. Densità, spessore e capacità complessiva di quest’area fissano il limite di ciò che si potrà mai trapiantare, in questa sessione e in quelle future. Un’area donatrice forte rende possibili piani ambiziosi; una debole, o che si dirada in modo diffuso, è il motivo più frequente per sconsigliare l’intervento.
2. Il tipo di caduta e la sua stabilità
Il trapianto copre le zone in cui hai perso capelli; non impedisce di perderne altri. Una caduta con uno schema preciso e abbastanza stabile è il terreno ideale. Una caduta rapida in un paziente giovane è un bersaglio in movimento: se si opera troppo presto, l’attaccatura perfetta di oggi diventa l’isola di domani, mentre i capelli originali arretrano alle sue spalle. Per questo a volte il team consiglia prima una terapia per stabilizzare la caduta, e poi l’intervento.
3. La tua età
Non c’è un limite d’età rigido, né verso il basso né verso l’alto, ma l’età cambia il piano. Poco dopo i vent’anni lo schema definitivo della caduta non si è ancora rivelato: il disegno è prudente e spesso si parla prima di terapia. Dai trent’anni in poi lo schema di solito è leggibile e la pianificazione diventa più precisa. I pazienti più maturi sono ottimi candidati, se l’area donatrice e la salute generale lo permettono.
4. Le tue aspettative
La densità trapiantata si avvicina a quella dei vent’anni, senza eguagliarla; un’attaccatura si disegna per i decenni a venire, non per una foto del mese prossimo; il vertice richiede più tempo della zona frontale. Chi lo sa prima dell’intervento, dopo è soddisfatto. Definire queste aspettative con precisione, con i numeri e non con le impressioni, è lo scopo della valutazione.










